Una storia, prima di tutto una storia che come i miti antichi, è senza
tempo eppure piena di attualità. Tocca sentimenti e personaggi a noi
vicini e contemporanei ma in una realtà che è quella campagna in qualche
modo fuori dal tempo e poi all’improvviso immersa nell’oggi. Una favola
che come tutte le favole è crudele ma non cinica. Un solo attore, tanti
personaggi, una lingua che inventa un dialetto. Tiziano Scarpa racconta la
storia tragi-comica e malinconica, a tratti amara di Scatorchio che per
fare dispetto al suo rivale in amore aiuta il sindaco a trasformare il paese
in una discarica, salvo perdere a questo punto paese e amore, come in un
vero e proprio viaggio di un eroe inizia a questo punto l’epopea di un
antieroe. La bellezza dei perdenti, come la definiva Leonard Cohen, una
storia piena di sconfitte e di solitudine ma ridicola e crudele, agrodolce
come la nostra vita.